15. Ottimizziamo i file presenti nell’hard disk
La normale attività di accesso ai file presenti nell’hard disk, quale ad esempio la creazione, la modifica, la cancellazione, a volte anche la semplice apertura di un file, provoca una continua riallocazione delle informazioni che devono essere gestite dal sistema. Ciò, a lungo andare, si manifesta in un generale peggioramento delle prestazioni del PC e dell’accesso ai file. L’utente ravvisa un generale rallentamento nelle più comuni operazioni del sistema operativo (occorre però precisare che questa situazione è ravvisabile su Windows ma non su Linux): l’operazione che va effettuata è la deframmentazione. E’ in questo frangente che l’aver preventivamente creato più partizioni si rivela una strategia “vincente”. Infatti dover frammentare un intero hard disk può richiedere molto tempo, invece fare lo stesso soltanto con le partizioni che necessitano di tale operazione (trascurando quelle che hanno avuto un minore accesso) può richiedere al massimo pochi minuti. Anche in tal caso esistono varie soluzioni software freeware, ve ne segnalerò perciò alcune:
- Diskeeper Lite, versione gratuita del software a pagamento Diskeeper. La versione proposta è decisamente obsoleta (2002) ma fa lo stesso il suo lavoro. Personalmente, non lo uso più da parecchio ormai. Lo tengo comunque installato perché ha un suo punto di forza consistente nell’avvisare l’utente quando l’operazione di deframmentazione (di una o più partizioni) si rende necessaria tramite una finestra.
- SmartDefrag, veramente un bel software. In fondo alla pagina che vi ho segnalato potete trovare una videoguida da YouTube. Qui potrete trovare qualche commento in merito.
- Defraggler, a differenza degli altri può selettivamente deframmentare solo i file che lo richiedono, ciò velocizza ulteriormente la procedura. Se vi è piaciuto CCleaner, allora potete usare Defraggler in accoppiata con esso, sono entrambi prodotti dalla Piriform.
- Auslogics Disk Defrag, quello che uso attualmente, non per questo però è necessariamente il migliore tra quelli elencati.
Qualunque sia il software da voi scelto, rimane pur sempre una domanda: “con quale frequenza occorre deframmentare?”. Non c’è una risposta infallibile al riguardo. Deframmentando una volta al mese si fa il minimo ed indispensabile. Se non volete incorrere in evidenti rallentamenti del PC, sopratutto se fate un uso intensivo di eMule o programmi affini, è consigliabile deframmentare 1-2 volte a settimana. In ogni caso è sempre preferibile far precedere l’operazione di deframmentazione da una bella “pulizia” generale come descritto nel post precedente.


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20 Ottobre 2008
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26 Ottobre 2008